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La Chiesa di San Martino è un’imponente costruzione realizzata con grandi blocchi di porfido quarzifero lavorati a mano, su progetto dell’ingegnere Camillo Galizzi. La posa della prima pietra avvenne nel 1920, dopo la demolizione parziale della vecchia chiesa quattro-cinquecentesca. Dell’antico edificio restano ancora alcune parti, tra cui il piccolo campanile e una parte dell’antica navata, oggi adibita a sagrestia. La costruzione richiese molti anni di lavoro e il contributo degli abitanti di Gandellino. La chiesa venne consacrata e benedetta dal vescovo di Crema Mons. Placido Maria Cambiaghi il 16 luglio 1954 e inaugurata nel 1962. Il campanile fu realizzato successivamente, su progetto dell’architetto Lucio Fiorina, e inaugurato nell’agosto del 1984 da Mons. Oggioni. La cella campanaria ospita otto campane comandate elettricamente, quattro provenienti dal vecchio campanile e quattro donate da famiglie gandellinesi. La chiesa presenta una grande navata a pianta rettangolare, lunga 42 metri e larga 18 metri, con un’altezza massima di 20 metri. Tra gli elementi più significativi spiccano l’imponente tiburio sopra l’altare centrale, il tabernacolo pensile proveniente dalla cappella dell’ex seminario di Clusone e alcune opere di pregio, tra cui un dipinto seicentesco di Domenico Carpinoni. Sotto la chiesa si trova una cripta, anch’essa a pianta rettangolare e con un’unica navata, utilizzata per le celebrazioni liturgiche durante l’inverno. Al suo interno è presente un altare con la statua della Madonna del Carmine, opera settecentesca di scuola fantoniana.
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